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Foto complesso muratoriano

L'Aedes Muratoriana, sede della Deputazione

Foto giardino

Il complesso edilizio comprendente l’Aedes Muratoriana (Casa di Muratori) è formato da tre parti distinte: la chiesa di S. Maria della Pomposa, le cui notizie più antiche risalgono alla metà del secolo XII, le strutture adibite a canonica e ad usi abitativi erette sul fianco nord della chiesa stessa e il suggestivo giardino, oggi delimitato da un’ampia cancellata in ferro e da porzioni dell’originario muro di cinta. La massiccia torre-campanile posta nel-l’angolo sud-est del complesso edilizio costituisce l’unica porzione della preesistente struttura ancora conservata, mentre la chiesa di S. Maria fu ricostruita per diretta iniziativa di Lodovico Antonio Muratori, dopo esserne divenuto parroco nel 1716. Nel secolo XVIII l’odierno giardino, adibito a orto, si sviluppava su un’area più ampia ed era delimitato da un muro perimetrale che si spingeva, formando un angolo acuto, sino all’attuale spazio di convergenza tra via Castelmaraldo e via Pomposa.

In seguito a vari passaggi di proprietà e concessioni d’uso disposte dopo la soppressione della parrocchia di S. Maria della Pomposa, avvenuta nel 1774, l’ampia struttura venne ceduta nel 1932 al Comune di Modena – quanto alla sola nuda proprietà – dagli eredi della famiglia Bagnesi-Bellincini, riservando l’uso perpetuo e gratuito dei locali situati al primo piano alla Deputazione di Storia Patria e al Museo Muratoriano, che vi avevano trovato sede l’anno precedente.

Dalla cessione in favore del Comune di Modena risultano parimenti esclusi i diritti in precedenza riconosciuti alla Confraternita di S. Sebastiano, alla quale la marchesa Carlotta Tacoli aveva lasciato tutti i locali annessi alla chiesa della Pomposa, tramite legato testamentario, già nel 1842, dopo che la Confraternita si era trasferita presso la stessa chiesa, per concessione ducale, sin dal 1794.

Al 1921 risale la costituzione, promossa dall’Amministrazione comunale di Modena, di un primo nucleo del Museo Muratoriano presso la casa di Muratori con una dotazione di cimeli, oggetti, quadri e pure di libri e documenti, provenienti anche dall’Archivio Storico del Comune.

Nel 1922, in occasione del 250° anniversario della nascita di Muratori, le sue spoglie vennero solennemente traslate dalla chiesa di S. Agostino a quella di S. Maria della Pomposa, che tre anni dopo fu dichiarata Monumento Nazionale assieme all’annessa casa parrocchiale. Nel 1931, al momento dell’inaugurazione della nuova sede della Deputazione di Storia Patria e dell’annesso Museo Muratoriano presso l’Aedes Muratoriana, venne anche inaugurata la tomba monumentale di Muratori realizzata da Ludovico Pogliaghi all’interno della chiesa della Pomposa.

 

Nel suo complesso l’Aedes Muratoriana costituisce uno degli isolati più caratteristici e suggestivi nel cuore di Modena ed è l’unica casa-museo esistente in città, fino al recentissimo recupero e apertura del MEF. Essa deve la sua particolare importanza alla presenza e all’attività di Lodovico Antonio Muratori, il quale vi abitò dal 1716 al 1750 (anno della morte) in qualità di parroco dell’attigua chiesa di S. Maria della Pomposa, ora di proprietà comunale al pari dell’intero complesso monumentale circostante.

Pierpaolo Bonacini

  • L'Aedes Muratoriana verso fine Ottocento
  • S. Maria Pomposa (visione notturna)
  • Lato nord: le strutture adibite a canonica e ad usi abitativi
  • "Il suggestivo giardino"
  • La cancellata ricoperta dalla vegetazione
  • Il "suggestivo giardino". Sullo sfondo l'antico muro e la cancellata
  • Visione d'insieme del giardino
  • Pianta sec. XVIII: si noti sulla destra l'orto, spazio occupato ora da Piazza della Pomposa
  • Il viottolo del giardino
  • L.A. Muratori, "divenuto parroco nel 1716"
  • Entrata da via Pomposa
  • Entrata interna dell'Aedes Muratoriana
  • Piazza della Pomposa (visione notturna). Sullo sfondo l'Aedes Muratoriana
  • Via Pomposa (visione notturna)